
Sodi Scientifica Leader di Mercato
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha recentemente pubblicato la lista nazionale degli autovelox sul portale ufficiale, completando il censimento nazionale dei dispositivi di rilevamento della velocità. Quest’attività ha fatto chiarezza su un tema spesso al centro dell’opinione pubblica e ha messo in evidenza la leadership di Sodi Scientifica nel mercato delle strumentazioni per il controllo della velocità.
Sodi Scientifica: il 20% del mercato italiano
Dall’analisi dei dati pubblicati sul portale MIT, emerge un dato inequivocabile: Sodi Scientifica detiene il 20% degli strumenti totali presenti in Italia. Un risultato che conferma la leadership di un’azienda italiana che, dal 1964, è sinonimo di innovazione e affidabilità nel settore della sicurezza stradale. Non a caso, il termine “Autovelox” è diventato nel tempo un nome comune, ma nasce proprio come marchio registrato da Sodi Scientifica.
Trasparenza a servizio della sicurezza stradale
Per anni si è parlato di un’Italia “invasa” dagli autovelox, con stime che oscillavano tra 11.000 e 13.000 dispositivi. La realtà è ben diversa: il censimento ufficiale ha registrato 3.625 apparecchi di misurazione di velocità tra fissi, mobili e sistemi Tutor. Un dato che smentisce clamorosamente le narrazioni allarmistiche e ridimensiona il presunto “record europeo”.
Inoltre, in Italia i misuratori di velocità devono essere segnalati e sono consentite le app che avvisano della loro presenza.
Il vero problema: l’omologazione
Se il censimento ha portato trasparenza, resta aperta la questione dell’omologazione. La Cassazione ha stabilito che le multe sono valide solo se il dispositivo è omologato, non semplicemente approvato dal MIT. E qui sta il paradosso: nessun autovelox in Italia è omologato, perché l’iter tecnico non è mai stato definito da un decreto attuativo, perciò l’approvazione rende legittimo l’impiego dell’Autovelox per l’accertamento delle violazioni in materia di superamento dei limiti di velocità.
